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STANZA DOPPIA

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MATRIMONALE

OSTELLO

L'ostello è una struttura ricettiva simile ad un albergo, ma ha la particolarità che solitamente gli spazi vengono condivisi con altri ospiti. Nella sua forma moderna nasce nel 1909 per consentire anche ai giovani meno abbienti di praticare il turismo.

Le stanze sono spesso a più letti, solitamente sono attrezzate con letti a castello; anche gli altri spazi attrezzati, come le docce, la cucina, il salotto vengono condivise. L'ostello dovrebbe garantire il vantaggio di avere dei prezzi bassi per ogni ospite, inoltre c'è la possibilità che tra gli ospiti si formi un'atmosfera familiare, solidale e comunicativa.

Gente di tutto il mondo e di tutte le estrazioni sceglie gli ostelli. L'atmosfera degli ostelli è per lo più dedicata agli ospiti giovani, ma vi pernottano persone d'ogni età.

STORIA

Durante il medioevo sorsero lungo le più importanti vie di comunicazione numerose strutture per permettere il riposo a viandanti e soprattutto pellegrini. Queste strutture erano retti da ordini religiosi o da congregazioni cavalleresco-ospedaliere. Tali luoghi, per l'ospitalità che offrivano, erano detti ospizi od ospitali (dal latino hospitium). Tali strutture erano indispensabili per coloro che intraprendevano, prevalentemente a piedi, lenti viaggi lunghi anche mesi attraverso strade romane in rovina e sentieri dissestati e pieni di pericoli.

La nascita degli ostelli moderni si deve all'idea del maestro Richard Schirrmann, che nel 1909 trasformò in confortevoli camerate le aule scolastiche non utilizzate durante le vacanze estive. Dopo quella prima esperienza, nel 1912 Schirrmann creò il primo "Ostello per la Gioventù". Fu aperto nel castello ristrutturato di Altena, in Germania.

Attualmente gli ostelli sono organizzati nell'Hostelling International (HI), organizzazione senza fine di lucro, composta da più di 90 associazioni che rappresentano circa 4.000 ostelli in più di 80 paesi nel mondo. Hostelling International era originariamente chiamata International Youth Hostel Federation (Federazione Internazionale di Ostelli per i Giovani, IYHF). Questi primi ostelli, erano infatti una forte espressione dell'ideologia dell'inizio Novecento. La gente povera necessitava di andare in cerca di cibo e sostentamento. Per questo era soprattutto un movimento giovanile, rivolto ai giovani, e saranno questi a dirigerlo, per cui i costi diverranno minimi.

Negli anni sessanta e settanta nacque invece un nuovo tipo di viaggiatore, che vuole conoscere semplicemente altri paesi, superare le "grandi distanze" per entrare in contatto con altri giovani e conoscere nuove culture.

DESCRIZIONE

Fatta eccezione per le reti di ospitalità, l'ostello è il detentore del prezzo più basso in assoluto sul mercato; una qualsiasi persona se non dispone del denaro per pagarsi gli alberghi e non conta sui rimedi di fortuna, per girare il mondo s'iscrive all'associazione e può tranquillamente pernottare negli ostelli sparsi per tutto il globo, a una cifra veramente modica. In molti casi non è più strettamente necessario essere iscritti per pernottare, o avere l'età massima di 25 o 30 anni, come lo era invece una volta.

Soprattutto dopo l'avvento di internet e del web, altre organizzazioni hanno strappato agli ostelli il primato del prezzo più basso costruendo "reti di ospitalità" che offrono ospitalità gratuitamente, ad esempio Servas International, Hospitality Club o CouchSurfing.

ETIMOLOGIA

La parola "ospite" deriva dal latino hospes, che a sua volta condivide la radice con hostis, nemico: il primo indica uno straniero "favorevole", il secondo uno "ostile", ma il grammatico latino Sesto Pompeo Festo indicava come hostes le persone straniere con gli stessi diritti dei cittadini romani, dando al verbo hostire il significato di "ricambiare". Da questa etimologia Émile Benveniste trae nel Vocabolario delle istituzioni indoeuropee la conclusione che l'ospitalità si fonda sull'obbligo di ricambiare un dono con un controdono. Benveniste definisce dunque l'ospitalità come un rito, appunto attraverso lo scambio di doni, come un fenomeno economico perché comporta il passaggio di ricchezze e come l'atto di stabilire un legame fra gruppi sociali (ad esempio famiglie o tribù). Un esempio di questa pratica è il potlatch dei nativi americani.

L'ospitalità nell'antichità

Per i greci l'ospitalità (xenia), pur non essendo regolata da norme scritte, prevedeva la tradizione di scambiare beni o favori. L'ospite, protetto da Zeus in quanto tale, era accolto senza conoscerne l'identità. Fra chi arrivava e chi lo accoglieva si stabiliva un vincolo di solidarietà.

Presso i romani, invece, l'ospitalità trovò una dimensione normativa attraverso la formalizzazione della tessera hospitalis, che indicava i nomi dell'ospite e dell'ospitato: il primo garantiva per il secondo, consentendogli in questo modo di accedere a Roma e ottenendo in cambio lo stesso trattamento nella città d'origine dell'ospitato. Allo scambio di doni si fa risalire il nome di una dea romana, Hostilina, citata da Sant'Agostino come la divinità chiamata a vigilare sull'equilibrio fra il lavoro svolto nei campi e il raccolto prodotto.

TURISMO

Il turismo è l'insieme di attività e di servizi relativi a viaggi e soggiorni compiuti a scopo ricreativo o di istruzione.

Il soggiorno è generalmente non superiore ad un anno e il cui scopo abituale sia diverso dall'esercizio di ogni attività remunerata all'interno dello Stato visitato. In questo termine sono inclusi coloro che viaggiano per: svago, riposo e vacanza, visite ad amici e parenti, motivi di affari e professionali, di salute, religiosi.

Possiamo anche definire il turismo come l’insieme delle "attività delle persone che viaggiano e permangono in luoghi diversi dalla propria residenza abituale per un periodo di tempo determinato mossi da molteplici motivazioni" spesso correlate la loro: il desiderio di svago, di riposo, di esplorazione, di rinnovamento, di prestigio, d’affari. Da questa definizione si desumono le tre dimensioni principali che caratterizzano il turismo:

-la componente spaziale (ovvero lo spostamento fisico): implica che il turista deve spostarsi, deve affrontare un viaggio che lo conduca alla destinazione in cui intende svolgere la propria attività di fruizione turistica. Lo spostamento deve essere al di fuori del luogo di residenza e può essere misurato in vari modi: come la distanza minima percorsa, come il tempo minimo di viaggio o come cambiamento di luogo in riferimento al territorio amministrativo. Non tutti gli spostamenti sono considerati turistici in quanto per essere tali l’individuo deve uscire al di fuori dei luoghi frequentati abitualmente. Ne consegue che il turismo non riguarda né il pendolarismo, né spostamenti quotidiani degli studenti, né trasferimenti di un rappresentante di commercio.

-la componente temporale (ossia la durata del viaggio): la durata massima di uno spostamento è stabilita in un anno, passato il quale il viaggiatore da turista diventa residente. Un'ulteriore distinzione è poi possibile tra coloro che restano in una località per più di 24 ore e coloro che vi sostano per meno di 24 ore, che prendono il nome di escursionisti.

-la motivazione (sostanzialmente lo scopo del viaggio): l’importanza della motivazione nella definizione del fenomeno turistico rende rilevanti i fattori di attrattività territoriale cui il turista associa un valore intrinseco, nelle sue decisioni di visita e nella formazione delle sue aspettative sull’esperienza turistica. Ci si riferisce in particolare alle risorse paesaggistiche, storico-artistiche e socioculturali dei luoghi.

Partendo da quanto precedentemente affermato si possono individuare diverse tipologie di turismo per ogni dimensione. Facendo capo alla dimensione dello spostamento troviamo quattro tipologie elementari di turismo:

-il turismo domestico, ovvero quello compiuto all’interno di una regione dai residenti della stessa

-il turismo in entrata (o incoming), effettuato all’interno di una regione dai non residenti

-il turismo in uscita (o outcoming), messo in pratica dai non residenti in una regione diversa quella di residenza

-il turismo di transito, ossia quello in cui la regione viene soltanto attraversata dal turista che ha per origine o per destinazione regioni differenti.

Altre tipologie di turismo fanno invece riferimento ai diversi tipi di viaggiatori:

-il turismo nazionale che deriva della somma del turismo domestico e del turismo in uscita

- il turismo interno dato invece dalla somma del turismo domestico e del turismo in entrata

-il turismo internazionale, dato dall’insieme del turismo in entrata e del turismo in uscita

In relazione alla motivazione del viaggio, si può individuare la seguente ulteriore classificazione del turismo:

-motivazioni di piacere come il tempo libero e lo svago con spese a carico del viaggiatore spinto a visitare nuovi posti, fare sport ecc.

- motivazioni professionali, con spese a carico di imprese o enti, quali convegni, congressi, conferenze, riunioni con clienti e fiere

-altri motivi, cioè le altre finalità di tipo non propriamente turistico come lo studio e il turismo per motivi di salute, i pellegrinaggi religiosi e altro.


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